Il divario ricchezza-povertà nel mondo e nella società attuali

Traccia tema: Oggi il mondo si divide in due: da una parte i popoli ricchi, con una età di vita sempre più lunga, e dall'altra popoli poveri e bisognosi di tutto, con una vita media bassa. Quali comportamenti, quali strategie, quali piani andrebbero attuati per vedere un mondo futuro prospero e in pace? Che ruolo giocano secondo te i temi della solidarietà, amicizia, comprensione tra i popoli, per il tuo e per il futuro del mondo?

La terra è popolata da miliardi di specie viventi, da migliaia di esseri diversi, tra cui i più evoluti sembriamo essere noi, gli esseri umani. Esseri dotati di elevata organizzazione e capacità di razionalizzazione, permesse dalle nostre doti intellettive. Siamo tutti di passaggio su questa grandissima "simil sfera", le generazioni si alternano consequenzialmente, con un meccanismo che sembrerebbe durare in eterno, come una reazione radicalica nella sua fase di propagazione.

Ebbene ci siam trovati qui, sapendo di essere di passaggio, ma sapendo che questa sosta sarebbe durata per un tempo non trascurabile. L'evoluzione ha portato notevoli cambiamenti, nuovi modi di pensare e di vivere, insomma in milioni di anni ne sono accadute di cose, cose che per essere trascritte non basterebbero milioni di fogli e fiumi di inchiostro.

Al giorno d'oggi, più che in passato forse, tutto gira intorno al Dio denaro purtroppo, e ciò deriva dal fatto che non se ne può più fare a meno nella nostra attuale società. Vi sono popoli del terzo mondo però cui manca maggiormente questa risorsa: milioni di persone che non hanno un soldo per comprare del pane, per comprare dei beni primari, indispensabili alla vita.

Popolazioni arretrate industrialmente e tecnologicamente, distanti anni luce dalle nostre piccole e a volte stupide problematiche; eppure ragazzi come noi, con un cuore che pulsa al nostro stesso ritmo, fatti della nostra stessa sostanza, che potrebbero avere i nostri stessi sogni, le nostri stesse aspirazioni e che invece sono costretti a lottare per sopravvivere: una dura lotta che delle volte risulta essere persa in partenza.

Se da un lato c è James che fa i capricci per farsi comprare la play-station 3 dal babbo, dall'altra c'è Said che piange perché va a dormire a pancia vuota. Eppure eravamo tutti uguali agli albori dell'esistenza, tutti con le stesse esigenze; con il passare del tempo però, si sono via via create queste distinzioni, distinzioni imposte forse dal clima, dalle caratteristiche geografiche,da determinati avvenimenti cui non è stato facile opporsi.

A questo punto mi chiedo: cosa si potrebbe fare per portare questi popoli più sfortunati a vivere decentemente? Nella traccia vengono nominate due parole chiavi: "piano" e "strategia"; due parole che un buon scacchista conosce alla perfezione, meglio di chiunque altro: è l'atto di muovere i pezzi in un determinato modo, per raggiungere una posizione sana sulla scacchiera, posizione da cui nascerà gioco-forza la combinazione vincente. 
Si dovrebbe applicare ciò alla vita, azioni mirate e pensate, ma purtroppo non è così semplice: noi non siamo pedoni, non siamo pezzi di plastica o di legno pregiato, ma esseri in cui scorre sangue nelle vene, esseri dotati di un anima, capaci di provare sentimenti ed emozioni.

Ebbene, la strategia sarà molto dura da attuare questa volta, perché dall'altra parte della scacchiera c'è il mondo, pronto a fare la mossa migliore per contrastarci. Secondo il mio modesto parere, dovremo far sì che i popoli più arretrati e poveri diventino autonomi e produttivi: non dando loro viveri e beni (anche se delle volte è doveroso), ma più che altro fornendo loro delle risorse economiche sufficienti per intraprendere un cammino verso una nuova era, che potrà culminare con la realizzazione di un nuovo modello economico-sociale, basato sul lavoro e che possa garantire a tutti una retribuzione che permetta di svolgere una vita libera e dignitosa.

Comunque, anche se sono perfettamente d accordo con la prima parte della traccia, che parla di distinzioni tra popoli, mi preme dire che la cosa non è così netta, ma molto molto sfumata.

Per farvi un esempio, anche nella nostra penisola ci sono individui che non vivono una bella situazione, non ai livelli del terzo mondo, questo sì, ma non di certo rosea. Eppure sono ragazzi come noi. Vi riporto una testimonianza, di un fatto accadutomi poco tempo or sono. Ero in una pizzeria, consumavo un pezzo di pizza, per poi andare a fare l'allenamento di tennistavolo.

Entra un ragazzino che avevo conosciuto pochi giorni prima agli allenamenti della suddetta disciplina, chiede di sedersi vicino a me e ovviamente acconsento. Incomincio a chiedergli qualcosa riguardo la scuola (mi piace sapere cosa ne pensano ragazzi più piccoli) e ad un certo punto mi dice: " Io mi sa che abbandono la scuola, perché la matematica proprio non la capisco...". Ed io: " Ma come, per una materia abbandoni la scuola ? ".

E lui: " Sì, col nuovo decreto con una sola materia vieni bocciato e poi il fatto è che io e la mia famiglia stiamo inguaiati a soldi e vorrei andare a lavorare per aiutarli...fosse per me continuerei ad andare a scuola, ma...". A questo punto ho provato tenerezza, è nato in me una sorta di tristezza, di rabbia nei confronti della vita, ho pensato: " Non è giusto! E un ragazzo anche lui ed ha il diritto di poter andare a scuola!"

E poi poco prima mi aveva chiesto se volevo qualcosa da mangiare...Insomma, un ragazzo gentile e simpatico, che purtroppo ha avuto la sfortuna di non nascere in una famiglia agiata. Da quel momento in poi si è rafforzata la simpatia che avevo nei suoi confronti, mi sono dedicato ad allenarlo nel tennis-tavolo ed ogni tanto gli parlavo di matematica e chimica. 
Un giorno uscendo da scuola dopo l'allenamento, vedendo che aprivo una lattina di tè mi disse: " Me ne lasci un sorso?" Io gliene lasciai mezza lattina, lui mi guardò con i suoi occhi felici ringraziandomi. Non so neanche io spiegare bene il perché, ma ero felice, felice di averlo reso felice.

Questo secondo me è il senso della vita, non occorrono chissà quali ricchezze per rendere una persona gioiosa, ma son quelle piccole grandi cose che si fanno col cuore che rendono questa vita degna di essere vissuta. Vi lascio con delle righe che potrete ignorare, deridere, ma che mi sento di scrivere: "Inseguite i vostri sogni, aiutatevi l'un l'altro, impegnatevi e sacrificatevi, fate del bene (anche piccoli gesti) e come diceva il piccolo protagonista del film Un sogno per domani, se ricevete una buona azione, fatene tre a tre persone diverse, così si potrà dar vita ad un meccanismo incessante e giungere ad un mondo in cui regni la pace: una utopia forse, ma una illusione in cui vale la pena di porre una speranza...

Agostino Iafano
(testo pubblicato con l'autorizzazione dell'autore il 01.05.2011)

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