"Uno
scrittore, quando gli si chiede di discutere del proprio mestiere,
dovrebbe alzarsi e dire ad alta voce soltanto i nomi degli scrittori
che ama". E i nomi che avrebbe dovuto gridare erano: Kafka,
Flaubert, Tolstoj, Cechov, Dostoevskij, Proust, O'Casey, Rilke, Lorca,
Keats, Rimbaud, Burns, E. Brontë, Henry James, Blake, Coleridge.
Buddy (personaggio di Seymour. Introduzione, ndr) disprezza
la cultura che lo ha reso celebre. È disgustato
dall'"aristocrazia intellettuale" alla moda; la chiama
"la nobiltà dalle orecchie di latta". Gli intellettuali di
questi tempi sono ossessionati dalla psicanalisi, che Buddy considera
una perdita di tempo. Non ha tempo nemmeno per chi va a caccia di
indizi biografici o per l'opportunismo dei giornalisti dei settimanali
e desidererebbe chiarire ai suoi giovani lettori dei campus che se
l'essere un astro della letteratura significa frequentare beat,
scoppiati dharma, chitarristi inetti e strampalati zen, allora, per
quel che lo riguarda, è pronto a dimenticare la loro venerazione.
(...) "Ho aspettato parecchi anni per raccogliere queste opinioni
e tirarle fuori" dice Buddy facendo considerazioni sui
"nostri impegnati gruppi di studio neofreudiani di Arti e
Lettere", sugli editori e sugli accademici, sui poeti mediocri e
tutti quei cosiddetti artisti che collaborano con la corrotta macchina
letteraria metropolitana, quelli che scrivono gli uni sul lavoro degli
altri o distribuiscono "disinvolte" interviste sui loro
metodi di lavoro.
Jerome David Salinger nasce il
primo gennaio 1919 a New York. Le origini della famiglia Salinger si
collocano nell'Europa orientale, forse in Polonia. Il padre, Sol, è un
ricco commerciante di formaggi e prosciutti; la mamma, Marie, cui Jerome,
unico figlio maschio, sarà molto legato, è una scozzese che muterà il
suo nome in Miriam per uniformarsi alla famiglia del marito.
Jerome è un bambino intelligente e infatti a scuola se la cava bene
eccetto che in matematica. Adolescente, manifesterà insofferenza per
l'educazione scolastica che lo porterà a frequentare scuole non proprio
prestigiose, e ad una serie di fallimenti: Salinger non completerà
mai gli studi universitari.
Scolaro silenzioso e riflessivo, Jerome D. Salinger manifesta presto
un'attrazione per il giornalismo e l'arte drammatica. Col progredire
degli anni si rivela brillante, sarcastico e dotato di talento per la
scrittura.
Si iscrive all'Accademia militare di Valley Forge, ma non possiede
spiccate attitudini militari.
I suoi insuccessi scolastici lo mettono in rotta di collisione col
padre, un uomo positivo, che tenta di fargli intraprendere la carriera
di commerciante in modo da rendersi utile nell'azienda di famiglia.
Salinger fa un viaggio in Europa, impara le lingue, macella persino
maiali in Polonia, ma il commercio non fa per lui.
Nel frattempo scrive racconti che gli vengono rifiutati.
Finalmente riesce a pubblicare, nel 1940, su una rivista seria, Story,
un racconto dal
titolo emblematico: I giovani.
Inorgoglito, il giovane Salinger, intensifica la sua attività,
riuscendo a scrivere persino racconti "commerciali". A 23 anni
ha già pubblicato per numerose importanti riviste. Il suo sogno
adolescenziale si è realizzato.
Scrive in un modo accattivante: gradevole, brusco, ma sotto sotto
tenero. Ama Tolstoj e Scott Fitzgerald.
Partecipa volontariamente alla guerra, un'esperienza che lo
segnerà profondamente e il cui riverbero attraverserà la sua stessa
produzione narrativa. Nel 1945, in seguito allo stress dell'esperienza
bellica, cade in un "esaurimento nervoso". Si sposa con un
medico francese, Sylvia, un matrimonio che dura appena otto mesi e
incontra Hemingway, che gli manifesta la propria sincera stima.
Nei primi anni del dopoguerra perfeziona la sua tecnica narrativa e
pubblica su riviste via via più prestigiose.
Chi lo conosce lo descrive come un uomo inquieto e a disagio, alto e
bello, arrogante per insicurezza e nello stesso tempo ansioso di
piacere.
Nel 1951 pubblica Il giovane Holden, accolto subito da
critiche entusiaste pressoché unanimi. Nel giro di pochi anni il
romanzo che narra le gesta del liceale Holden Caulfield diventa un cult-book.
Intanto Salinger matura il convincimento che scrivere sia
inseparabile dalla ricerca dell'illuminazione. Si interessa di
filosofie orientali e scopre quanto sia difficile conciliare lo stile
di vita americano con la dimensione spirituale. Sviluppa una vera
passione per la solitudine, la meditazione, il silenzio.
Nel 1953 si stabilisce in un cottage a Cornish, nel New Hampsire:
la nuova abitazione non possiede né riscaldamento, né acqua corrente,
né elettricità. La sua
vita "esteriore" viene quasi completamente a coincidere con
la sua vita "interiore". Pubblica i Nove racconti che
denotano, secondo la critica, una sicurezza stilistica persino
eccessiva.
Nel frattempo si lega alla figlia diciannovenne di un noto critico
d'arte, Claire Douglas, che sposerà nel 1955.
A Cornish lo scrittore coltiva ortaggi, prega, va in giro con gli
adolescenti del luogo a bordo di una jeep. Presto si sente
tradito anche dai ragazzi: una sua intervista concessa a un giornalino
scolastico compare su una diffusa rivista. Salinger decide di erigere,
a tutela della sua privacy, un alto
steccato intorno alla propria
abitazione.
Nel 1955 pubblica Alzate l'architrave carpentieri. Dopo tre
settimane vede la luce la figlia Margaret Ann Salinger. Salinger avrà
qualche anno dopo un figlio maschio, Matthew
Nel 1959 esce, sul New Yorker, Seymour. Introduzione; è
del 1961 un altro suo best-seller: Franny e Zooey. Nel 1967
divorzia anche dalla seconda moglie. L'ultima opera narrativa di
Salinger viene pubblicata nel 1965; si tratta di un racconto
lungo, in forma epistolare: Hapworth 16, 1924.
Nonostante il favore dei lettori e della comunità letteraria, non
tutta la critica ha accolto favorevolmente la narrativa di Salinger.
Fra tutti, i giudizi non benevoli di Norman Mailer e di George
Steiner:
Sembra che io sia il solo a ritenerlo nient'altro che la più
grossa testa mai comparsa in un liceo... naturalmente è un'opinione
che può essere suggerita da nulla di più nobile dell'invidia.
Salinger ha avuto la saggezza di scegliere argomenti comodi, cosa che
di certo io non ho fatto; ma poiché il mondo è ora in uno stato di
acuto disagio, non so quanto questa saggezza gli faccia onore.
(Norman Mailer, Advertisement for Myself)
I giovani amano leggere dei giovani. Salinger scrive con periodi
brevi... Non pretende nulla dai suoi lettori quanto a interessi
politici e letterari... Salinger sfrutta la superficialità morale e
l'assoluta ignoranza dei suoi giovani lettori. Suggerisce loro che
l'ignoranza esplicita, l'apatia politica e una vaga "tristesse",
sono virtù positive. È qui che fa breccia il suo abile, ma a volte
scadente uso dello zen. Lo zen è di moda.
Gente cui mancano perfino i rudimenti della conoscenza necessaria alla
lettura di Dante, o l'energia richiesta da Schopenhauer, afferra invece
l'ultimo tascabile sullo zen.
(George Steiner, The Salinger Industry, in "The Nation",
14 novembre 1959)
Salinger continua a vivere tutt'oggi, difendendosi dall'assalto dei
reporter, nel suo isolamento rurale, interrotto da qualche
breve sortita a New York. Poche le foto che lo ritraggono, magari al
supermercato mentre fa la spesa.
L'uscita stessa di questa biografia non autorizzata.ha costretto
Hamilton a dover affrontare una lunga e frustrante causa giudiziaria
intentatagli dallo scrittore.
Il libro di Hamilton, in verità, è un'operazione culturale a
metà fra il saggio critico e la biografia. Scritta da un letterato
estimatore di Salinger, animata dall'obiettività e dalla volontà di
comprendere, si tratta, a mio avviso, di un'opera onesta e
documentata che, gettando luce sul rapporto vita-opera, rende più
profonda la nostra comprensione della produzione narrativa di uno
degli scrittori più ammirati nel mondo.
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