In Italia nulla è stabile, fuorché il
provvisorio.
(G. Prezzolini)
[In Italia] l'accesso alle persone, i contatti, le entrature
valgono più delle capacità e delle regole.
(Penati)
L'Italia è l'antica terra del Dubbio. [...] Il dubbio
è un gran scappafatica; lo direi quasi il vero padre del dolce
far niente italiano.
(M. d'Azeglio, I miei ricordi)
Il bizantinismo della politica italiana è
favorito anche dalla spasmodica attenzione che noi
giornalisti dedichiamo a ogni alito che soffi dal
palazzo [...]. La politica italiana ruota spesso
intorno al nulla. E anche il nulla, a volte, diventa
una notizia.
(F. Adornato)
"L'Italia è fatta, ora facciamo gli affari nostri".
(F. De Roberto, I Vicerè)
In Italia c'è un cinismo che fa paura,
altro che storie.
(G. De Rienzo)
Ognuno di noi, con la complicità di un
sistema istituzionale in gran parte sbagliato, tende
a soddisfare il proprio "particulare",
salvo poi indignarsi quando vede l'effetto della
sommatoria di tutti gli egoismi individuali.
( G. Miglio)
Mi dicono pignolo, come in Italia chiamano
chiunque faccia il proprio dovere.
(P. Jahier)
Che faceva l'Italia innanzi a quel colossale movimento di cose
e d'idee? L'Italia creava l'Arcadia.
(F. De Sanctis, Storia della letteratura italiana)
In Italia prevalse la rettorica, la cui prima regola è
l'orrore del particolare e la vaga generalità.
(F. De Sanctis, Storia della letteratura italiana)
In Italia non ci si deve mai dimettere da
nulla. Ne sono pronti, sempre, altri sette.
(M. Costanzo)
Lei ha semplicemente scoperto una delle
eterne regole italiane: nel settore pubblico tutto è
difficile; la buona volontà è sgradita; la
correttezza sospetta.
(I. Montanelli)
Capovolgi il tuo metodo di lavoro,
considerando che a Mosca nessuno sa cosa succede, ma
tutti lo capiscono. A Roma tutti sanno cosa succede,
ma non lo capisce nessuno. Non cercare di capirlo tu,
e tanto meno di spiegarlo ai tuoi lettori.
(L. Barzini jr a un corrispondente
americano)
Gli italiani generosissimi in tutto non
sono generosi quando si tratta di pensare.
Una difficilissima elaborazione e costruzione morale
fatta di incredibili sforzi e autoinibizioni
individuali e puri e leganti entusiasmi, darà una
più perfetta socialità di quella in cui siamo oggi
immersi... Una lentissima costruzione morale, una
grande cultura, una chiara visione di infiniti
problemi tecnici, sociali, igienici, economici,
morali, fisiologici, ecc., una calda passione per
l'ordine e per il benessere generale e soprattutto
una volontà tenace ed eroica potrà avviarci ad una
migliore socialità. Le parole non bastano e
sdraiarsi nel comodo letto della vanità ciarliera è
come farsi smidollare da una cupa e sonnolenta
meretrice. Le "parole" sono ancelle d'una
Circe bagasciona, e tramutano in bestia chi si lascia
affascinare dal loro tintinnìo.
(C.E.Gadda, Meditazione milanese)
Gl'Italiani hanno voluto far un'Italia nuova, e loro rimanere
gl'Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali
che furono ab antico la loro rovina; [...] pensano a
riformare l'Italia, e nessuno s'accorge che per riuscirci bisogna,
prima, che si riformino loro.
(M. d'Azeglio, I miei ricordi)
Viviamo in un paese dove si verificano
sempre le cause e non gli effetti.
(I. Calvino, Il Barone rampante)
Il nostro - diceva Flaiano - è un Paese
di giocatori del totocalcio.
(E. Biagi)
La condizione di italiano espatriato
attiva il complesso dell'orfano sannita, un che di
sventurato e diffidente, di irto e rusticamente
astuto.
(G. Manganelli)
In questa terra dove abbonda ogni genere
di bellezza, l'italiano si muove perfettamente a suo
agio. Scuro di capelli, nero di occhi, gesticolante,
svelto e passionale, egli è tutto movimento e
fantasia.
[...] Gli italiani sono cortesi e gentili, sempre
desiderosi di rendere un servizio: anche voi dovreste
essere cordiali con loro e pronti a fare amicizia.
(Italia, Guida Michelin)
È gente impazzita d'automobilismo che usa le strade con
inciviltà spaventosa.
(G. Ceronetti, Un viaggio in Italia)
Uscire dalla città, a piedi, è faticosissimo. T'investe la
lava bollente del brutto, del rumore, strade sopra strade, tremendi
ponti di ferro, treni, camion, Tir, corsie con sbarramenti,
impraticabili autostrade, un vero teatro di guerra.
(G. Ceronetti, Un viaggio in Italia)
Senza conservatori e senza rivoluzionari, l'Italia è
diventata la patria naturale del costume demagogico.
(P. Gobetti, La rivoluzione liberale)
L'Italia è un paese pronto a piegarsi ai peggiori governi. È
un paese dove tutto funziona male, come si sa. È un paese dove
regna il disordine, il cinismo, l'incompetenza, la confusione. E
tuttavia, per le strade, si sente circolare l'intelligenza, come un
vivido sangue. È un'intelligenza che, evidentemente, non serve a
nulla. Essa non è spesa a beneficio di alcuna istituzione che possa
migliorare di un poco la condizione umana. Tuttavia scalda il cuore
e lo consola, se pure si tratta d'un ingannevole, e forse insensato,
conforto.
(N. Ginzburg, Le piccole virtù)
Gl'italiani non hanno costumi; essi hanno delle usanze.
(G. Leopardi, Zibaldone)
La nostra bandiera nazionale dovrebbe recare una grande
scritta. Ho famiglia.
(L. Longanesi, Parliamo dell'elefante)
Distratta, indolente, prudente, la nostra borghesia ama i suoi
figli viziati e ribelli.
(L. Longanesi, In piedi e seduti)
La legge in Italia, è come l'onore delle puttane.
(C. Malaparte, Il battibecco)
Sì, Milano è proprio bella, amico mio, e credimi che qualche
volta c'è proprio bisogno di una tenace volontà per resistere alle
sue seduzioni, e restare al lavoro. Ma queste seduzioni sono fomite,
eccitamento continuo al lavoro, sono l'aria respirabile perché viva
la mente; ed il cuore, lungi dal farci torto non serve spesso che a
rinvigorirla. Provasi davvero la febbre di fare; in mezzo a
cotesta folla briosa, seducente, bella, che ti si aggira attorno,
provi il bisogno d'isolarti, assai meglio di come se tu fossi in una
solitaria campagna. E la solitudine ti è popolata da tutte le larve
affascinanti che ti hanno sorriso per le vie e che son diventate
patrimonio della tua mente.
(G. Verga, lettera a L. Capuana del 5 aprile 1873)
[...] nefasto prevalere arrogante dei diritti sui doveri.
(G. Pampaloni, Fedele alle amicizie)
L'Italia del Settentrione è fatta. Non vi sono più lombardi,
né piemontesi, né toscani, né romagnoli, noi siamo tutti
italiani. Ma vi sono ancora i napoletani [...] V'è molta corruzione
nel loro Paese. Non è colpa loro, povera gente. Sono stati così
mal governati [...] Non si pensi di cambiare i napoletani con
l'ingiuriarli [...] ma non dobbiamo lasciargliene passare una [...]
io li governerò con la libertà e mostrerò che cosa possono fare
di quel bel paese.
(C. Benso conte di Cavour)
Mangiar bene, comprar qualcosa, mostrarsi molto ed eccitarsi
un po': potrebbe essere il motto nazionale.
(B. Severgnini)
Un programma [...] che dia una risposta al grande problema che
l'Italia ha di fronte, quello di riavviare un processo di crescita
che ci tiri fuori dal preoccupante ristagno in cui indugiamo da
parecchia anni, ma senza compromettere le sorti dei più deboli; un messaggio
che infonda al Paese ottimismo, sicurezza e fiducia, ma soprattutto
dosi massicce di serietà, senso del dovere, gusto del lavoro ben
fatto, onore al merito.
(M. Salvati)
Con lodevoli eccezioni, le strutture regionali sono precarie,
mal gestite, dominate dal clientelismo. Il merito, i concorsi, le
promozioni sulla base di valutazioni comparative ed aperte, la
misurazione dell'efficienza, l'attenzione per i bisogni dell'utenza,
sono sconosciuti nella maggior parte delle Regioni.
(S. Cassese)
Perché in Italia l'impiego pubblico è un intreccio di
diritti acquisiti che nessuno riesce (e per la verità nessuno si
propone) di ridimensionare? Perché in Italia gli ordini
professionali sono una roccaforte di privilegi corporativi che né
la destra né la sinistra hanno mai provato a smantellare? E perché
nel nostro Paese quasi tutti coloro che non esercitano un lavoro
manuale -dai commercianti ai tassisti - possono agevolmente
proteggersi dietro un sistema di licenze, di concessioni e permessi,
utili solo a far pagare più cari ai consumatori beni e servizi? In
altre parole: perché gli interessi costituiti (tra i quali,
dimenticavo, ci sono anche a uno dei primissimi posti le cosiddette
pensioni di anzianità) da noi sono sempre vincenti?
La risposta è scontata: perché essi ricevono una tutela costante
da parte di tutti gli schieramenti politici e a tutti i livelli, dal
più piccolo Comune fino allo Stato centrale. Nessun partito,
infatti, è così sciocco da volersi alienare l'appoggio elettorale
dei gruppi sociali che stanno dietro quegli interessi e, dunque, che
esso sia al governo o all'opposizione, cerca di non inimicarseli.
(E. Galli della Loggia, CdS 24-08-2004)
Per me i partiti sono come i taxi: li utilizzo, pago il
dovuto, e scendo.
(E. Mattei)
[Il nostro è] un popolo di santi, poeti, navigatori, nipoti e
cognati.
(E. Flaiano)
Qui si
dice che sono stato fascista, monarchico, socialista, azionista,
comunista, demitiano... Ed il bello è che è tutto vero.
(E. Scalfari)
Ci sono
paesi dove il progresso ha cambiato solo i consumi non la
mentalità.
(V. Consolo)
Dato che
dobbiamo costruire il Paese, costruiamo repertori, enciclopedie,
dizionari.
(A. Gramsci)
Almeno
la smettessimo d'ammirare, in Italia, i disonesti e gli immorali:
sarebbe già un passo avanti.
(M. Viroli, docente di politica a Princeton)
"Adda passà 'a nuttata".
(E. De Filippo, Napoli milionaria)
In Italia farsi largo sulla base del talento è diventata
un’impresa da alpinisti. Sulla competenza trionfa per lo più
l’appartenenza, la tessera di partito, la spintarella di cricche e
camarille. Sarà per questo che 9 italiani su 10 pensano che per
trovar lavoro serva la raccomandazione giusta (sondaggio Swg diffuso
il 26 novembre).
(M. Ainis, "La Stampa", 28.11.07)
Governare gli italiani non è difficile, è inutile.
(B. Mussolini)
In realtà questo Paese è invece il più governabile che
esista al mondo: le sue capacità di adattamento e di assuefazione,
di pazienza e persino di rassegnazione sono inesauribili. Basta
viaggiare in treno o in aereo, entrare in un ospedale, in un
qualsiasi ufficio pubblico, avere insomma bisogno di qualcosa che
abbia a che fare con il governo dello Stato, con la sua
amministrazione, per accorgersi fino a che punto del peggio sia
governabile questo Paese, e quanto invece siano ingovernabili coloro
che nei governi lo reggono: ingovernabili e ingovernati non dico
soltanto nel senso dell'efficienza; intendo soprattutto nel senso di
un'idea del governare, di una vita morale del governare.
(L. Sciascia, intervento parlamentare del 5 agosto 1979)
L'italiano chi è? È quello rappresentato da Alberto Sordi:
oltre alla sua macchina e alla sua famiglia, non va.
(G. Bassani, Italia da salvare)
Ci sono tutte le piccole, infinite, innumerevoli città-stato
delle quali si compone l'Italia; e quindi è un Paese unico al
mondo, di una bellezza e di una molteplicità e varietà incredibile.
[...] l'Italia è il paese che ha consentito al mondo, che era
antico, di diventare moderno. L'Italia è il paese dove è accaduto
il Rinascimento, cioè il ripensamento critico del mondo antico;
quindi attraverso una operazione di questo tipo, il mondo che era
antico è diventato moderno.
(G. Bassani, Italia da salvare)
Il buonismo non è apertura al diverso ma indulgenza verso il
prepotente.
(L. Ricolfi, "La Stampa" 11.05.2008)
Conosci la terra dei limoni in fiore, dove le arance d'oro
splendono tra le foglie scure, dal cielo azzurro spira un mite
vento, quieto sta il mirto e l'alloro è eccelso, la conosci forse?
Laggiù, laggiù io andare vorrei con te, o amato mio.
(W. Goethe)
Il linguaggio astruso è uno strumento di potere per mantenere
il cittadino in stato di inferiorità.
(F. Bassanini)