L'imperatore Marco Antonino

Tantum philosophiae studium in Marco Antonino fuit, ut ad Apollonim philosophum quotidie veniret, discendi causa.
Tantum honorem magistris suis detulit, ut imagines eorum aureas in larario haberet, ac sepulcra eorum hostiis et floribus semper honoraret.
Ubi comperit ab imperatore Adriano se esse adoptatum, magis est deterritus quam laetatus.
Domesticis obstupescentibus dixit multa mala in se continere imperium.
Eo regnante, multi legati barbarorum gentium Romam venere, pacem et amicitiam cum populo Romano petitum.
Cum igitur ab omnibus amaretur. duodevicesimo anno imperii sui mortuus est.
Tantus illius amor die regii funeris clarunt ut nemo illum flendum esse censuerit: omnes enim pro certo habebant Antoninum, a diis hominibus creditum, ad deos rediisse.

L'amore per lo studio della filosofia fu in Marco Antonino tanto grande, che ogni giorno si recava dal filosofo Apollonio, per approfondire la causa (per apprendere).
Accordò tanto onore ai suoi maestri che aveva nel larario le loro immagini d'oro e onorava sempre con fiori e vittime le loro tombe.
Quando venne a sapere che era stato adottato dall'imperatore Adriano, fu più spaventato che allietato. 
Disse agli sbalorditi familiari che il potere conteneva in se molti mali.
Sotto il suo regno molti ambasciatori di genti straniere vennero a Roma a chiedere pace e amicizia col popolo romano.
Morì nel diciottesimo anno del suo impero, essendo allora amato da tutti.
Nel giorno del regio funerale divenne chiaro quell'amore così grande, che nessuno pensò fosse necessario piangerlo: tutti infatti tenevano per certo che Antonino, consegnato dagli dei agli uomini, fosse tornato agli dei.

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