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SUD AFRICA. Mondiali di calcio 2010. Fifa World Cup. Speciale Italia
(a cura di Gigi Usai)
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I convocati
Portieri:
1 - Gianluigi Buffon, 12 - Federico Marchetti, 14 - Morgan De Sanctis
Difensori:
2 - Christian Maggio, 3 - Domenico Criscito, 4 - Giorgio Chiellini, 5 - Fabio Cannavaro,
13 - Salvatore Bocchetti, 19 - Gianluca Zambrotta, 23 - Leonardo Bonucci
Centrocampisti:
6 - Daniele De Rossi, 7 - Simone Pepe, 8 - Rino Gattuso, 15 - Claudio Marchisio,
16 - Mauro German Camoranesi, 17 - Angelo Palombo, 21 - Andrea Pirlo, 22 - Riccardo Montolivo
Attaccanti:
9 - Vincenzo Iaquinta, 10 - Antonio Di Natale, 11 - Alberto Gilardino, 18 - Fabio Quagliarella,
20 - Giampaolo Pazzini
LE PARTITE
14 giugno 2006, Italia-Paraguay 1-1
1 Buffon (46’ 12 Marchetti); 19 Zambrotta, 5 Cannavaro, 4 Chiellini, 3
Criscito; 22 Montolivo, 6 De Rossi, 15 Marchisio (59’ 16 Camoranesi); 7 Pepe,
9 Iaquinta; 11 Gilardino (72’ 10 Di Natale). A disposizione: De Sanctis,
Bocchetti, Bonucci, Maggio, Gattuso, Palombo, Quagliarella, Pazzini, Pirlo. All.
Lippi
Marcatori: 39' Alcaraz (P), 63' De Rossi (I)
20 giugno 2010, Italia-Nuova Zelanda 1-1
12 Marchetti; 19 Zambrotta, 5 Cannavaro, 4 Chiellini, 3 Criscito; 7 Pepe (46’
16 Camoranesi), 22 Montolivo, 6 De Rossi, 15 Marchisio (62’ 20 Pazzini); 9
Iaquinta, 11 Gilardino (46’ 10 Di Natale). A disposizione: De Sanctis,
Bocchetti, Bonucci, Maggio, Gattuso, Palombo, Quagliarella. All. Lippi
Marcatori: 7' Smeltz (NZ), 29' Iaquinta (I) (rig.)
24 giugno 2010, Slovacchia-Italia 3-2
12 Marchetti; 19 Zambrotta, 4 Chiellini, 5 Cannavaro, 3 Criscito (46’ 2
Maggio); 22 Montolivo (56’ 21 Pirlo), 6 De Rossi, 8 Gattuso (46’ 18
Quagliarella); 7 Pepe, 9 Iaquinta, 10 Di Natale. A disposizione: De Sanctis,
Bocchetti, Bonucci, Camoranesi, Marchisio, Palombo, Gilardino, Pazzini. All.
Lippi
Marcatori: 25' e 73' Vittek (S), 81' Di Natale (I), 89' Kopunek (S), 92'
Quagliarella (I)
LA CLASSIFICA DEL GIRONE F
| SQUADRA | G | V | N | P | GF | GS | PUNTI |
| Paraguay | 3 | 1 | 2 | 0 | 3 | 1 | 5 |
| Slovacchia | 3 | 1 | 1 | 1 | 4 | 5 | 4 |
| Nuova Zelanda | 3 | 0 | 3 | 0 | 2 | 2 | 3 |
| ITALIA | 3 | 0 | 2 | 1 | 4 | 5 | 2 |
I COMMENTI
Italia - Paraguay 1-1
Finalmente eccoci all'esordio dell''Italia nel mondiale sudafricano. Freschi
del titolo di campione del mondo conquistato quattro anni fa, gli azzurri sono
attesi al varco da avversari, pubblico e critica con l'obbligo di dimostrare di essere ancora una squadra
forte e competitiva, capace di ripetersi ad alti livelli.
La prima partita non è mai facile: l'emozione, le pressioni e le aspettative
esterne hanno un certo peso. In più, il Paraguay è un avversario spavaldo,
sicuro di sé e ben messo in campo.
Si parte con l'Italia subito propositiva, che cerca di portarsi in avanti e
imporre il proprio ritmo. Il modulo degli azzurri è un 4-2-3-1 con le due punte
esterne, Iaquinta e Pepe, che partecipano molto in fase di copertura. Il
Paraguay invece si sistema con un 4-4-2 compatto e solido, capace di
sostenere e ripartire in velocità. Molto movimento dell'Italia, che nei primi
venti minuti tenta di attaccare in modo costante, con varie azioni che partono
dalle iniziative degli ottimi Pepe, Montolivo, De Rossi e Criscito. Gli azzurri,
tuttavia, non riescono mai a tirare in porta.
Dopo il monologo italiano è il Paraguay a farsi vivo. Minuto 39: punizione
dubbia, che Torres batte dalla sinistra, pallone perfetto che spiove in area,
dove Alcaraz stacca di testa, sovrastando un immobile Cannavaro e infilando
Buffon alla sua sinistra. Paraguaiani in vantaggio e italiani feriti e nervosi,
che nei restanti sei minuti del primo tempo non riescono a combinare niente di
concreto.
Il secondo tempo si apre con l'uscita dal campo di Buffon, per problemi
muscolari alla schiena, sostituito dall'altrettanto affidabile Marchetti. La
partita si fa più viva, con diverse azioni da parte di entrambe le squadre. Prima
ci prova Pepe in acrobazia su cross di Zambrotta, ma manca la palla. Replica
Vera che, da dentro l'area, lascia partire un diagonale potente di destro, che
sfiora il sette difeso da Marchetti. Al 56' Montolivo fugge da solo in
contropiede, ma conclude con un destro da fuori area debole e centrale, che è
facile preda di Villarr.
Entra Camoranesi, al posto di uno spaesato Marchisio, ma anche l'italo-argentino,
nei suoi trenta minuti in campo, si fa vedere solo per un bel cross col sinistro
e per un'ammonizione rimediata. Il passaggio al 4-4-2 ha invece giovato alla
squadra italiana, consentendo a Pepe diverse sgroppate sulla sinistra e a Montolivo di
impostare centralmente. Al 63' angolo di Pepe, liscio di Villar in uscita, De
Rossi in spaccata sotto porta mette dentro il pallone dell'uno a uno. Pareggio
tutto sommato meritato.
Si pensava ad un arrembaggio azzurro sulle ali dell'entusiasmo, invece la
partita resta ostica e priva di azioni rilevanti. Entrano Di Natale nell'Italia,
Santana e le stelle Santa Cruz e Cardozo nel Paraguay, ma entrambe le squadre
controllano il risultato trascinandosi fino al 90'.
Dopo questa prima partita, permangono i dubbi riguardo il modulo tattico
dell'Italia. Diversi uomini sembrano fuori ruolo, vedi Iaquinta e Marchisio,
mentre Gilardino appare troppo isolato là davanti. Forse sarebbe meglio un 4-4-2, con gente che
corre. Gli aspetti positivi riguardano invece i giovani, che senza tradire
particolari emozioni o timori reverenziali hanno sfoderato un'ottima prestazione.
Soprattutto ci ha impressionato favorevolmente l'orgoglio italiano, che sempre viene
fuori nei momenti di difficoltà.
Italia - Nuova Zelanda 1-1
Seconda partita per l'Italia ai mondiali 2010. L'imperativo è vincere per
scacciare i fantasmi della non qualificazione e mettere a tacere le critiche.
Italia - Nuova Zelanda si rivela invece una partita noiosa, confusionaria e dura.
La prestazione dell'Italia è a dir poco imbarazzante e irritante. Gli azzurri
non ci mettono voglia né grinta, il gioco è confusionario, senza traccia di
manovre corali e senza conclusioni in porta da parte degli attaccanti.
La Nuova Zelanda, malgrado i propri limiti tecnico-tattici, imposta la partita sul
piano fisico, si difende in undici e cerca di colpire con le ripartenze.
Nel primo tempo il ritmo è blando fin dai primi minuti. L'Italia sente il
dovere di attaccare, ma non riesce ad articolare un'azione degna di questo nome.
I neozelandesi invece, alla loro prima sortita, riescono ad andare a segno.
Minuto 7: punizione dalla sinistra, pallone che spiove in area, dove i difensori
italiani vanno in confusione totale, Reid sfiora di testa, il pallone carambola
su Cannavaro e finisce sui piedi di Smeltz che, in netto fuorigioco, sotto porta
non fa fatica a insaccare. Nuova Zelanda in vantaggio e incubo che diventa
realtà.
Il gioco dell'Italia continua a latitare, ma c'è una reazione che si sviluppa
con alcune azioni personali. Al 9' Montolivo scalda le mani al portiere
avversario, poi Chiellini da dentro l'area piccola manca totalmente la porta con
un tiro di sinistro su azione d'angolo. Al 22' ci prova anche Zambrotta, che con
un bel tiro da fuori area sfiora il sette. Ma è ancora Montolivo che al 26',
sempre con un tiro da lontano, centra il palo.
Arriva finalmente il pareggio: Smith trattiene De Rossi per la maglia, lui si
lascia cadere e l'arbitro molto generosamente concede il rigore. Batte Iaquinta
e segna.
Il primo tempo si chiude con un bel tiro di De Rossi, sempre da lontano, mentre
il secondo tempo si apre con l'ingresso in campo di Camoranesi e Di Natale al
posto di Pepe e del fantasma Gilardino. L'italo-argentino è anche stavolta
irritante e sbaglia tutto quello che c'è da sbagliare, mentre il piccolo
attaccante napoletano si fa subito pericoloso al 49' con una bella girata al
volo da dentro l'area, che Paston respinge con i pugni.
Il 4-4-2 con Di Natale seconda punta sembra l'ideale, perché l'attaccante
napoletano, con la velocità e l'agilità che lo contraddistinguono,
metterebbe quasi sicuramente in difficoltà gli statici difensori neozelandesi. Lippi
però sembra non capirlo e manda invece in campo Pazzini al posto di
Marchisio, mettendolo come punta centrale e decentrando Di Natale a sinistra e
Iaquinta a destra. La partita scema definitivamente in un nulla assoluto e al 83'
gli azzurri rischiano la figuraccia epocale, quando Wood salta di netto
Cannavaro e lascia partire un diagonale, che sfiora il palo della porta difesa da
Marchetti.
Si può pareggiare o perdere anche con la modesta Nuova Zelanda, ma non si può
andare in campo con un atteggiamento sufficiente e presuntuoso. Lippi è
colpevole del non gioco e i calciatori sono colpevoli dello scarso impegno, ma
manca ancora una partita perché possano smentire tali accuse.
Slovacchia - Italia 3-2
Minuto 7': primo squillo di tromba degli slovacchi: Vittek serve di
testa Hamsik, che entra in area e lascia partire un tiro, che esce di poco
sfiorando il palo.
Il gioco si sviluppa soprattutto a centrocampo, anche perché l'Italia non
riesce a spingersi oltre. Gli azzurri commettono errori banali in fase di
impostazione, mentre la Slovacchia recupera facilmente palla e si rende
pericolosa. Al 25' De Rossi sbaglia un passaggio, in fase di disimpegno,
servendo Vittek. Chiellini tenta un improbabile anticipo e, mentre Cannavaro e
Criscito raccolgono margherite, Vittek s'infila nella voragine della difesa
azzurra, lasciando partire un destro angolato che infila Marchetti.
Il panico totale serpeggia tra le fila azzurre, mentre la Slovacchia,
galvanizzata, ci riprova con Strba che, da lontano, lascia partire una sassata
micidiale che Marchetti respinge in angolo. Prima della fine del primo tempo
c'è da annotare ancora un tiro di Kucka, dalla distanza, che sfiora il
palo.
Il secondo tempo si apre con l'ingresso in campo di Maggio e Quagliarella:
l'Italia passa ad un 4-2-4 ma rimane in coma profondo.
Al 51' e al 56' prima Iaquinta e poi Di Natale si divorano clamorosamente il
possibile pareggio. Entra Pirlo, cui va dato il merito di provare a creare un
pò di gioco e di conferire rapidità alla manovra. Al 67' bel cross di Pepe da
destra, liscio del portiere slovacco, Quagliarella stoppa di petto e batte a
rete di destro, ma Skrtel salva sulla linea. Dentro o fuori non si sa, ma
l'Italia pare più viva.
Al 73' angolo di Hamsik, Chiellini, lento come un bradipo, cerca di intervenire
sul pallone, ma non si accorge dell'arrivo di Vittek da dietro, che lo anticipa
e di destro mette dentro.
Proprio in coincidenza col meritato raddoppio della Slovacchia,
entra finalmente in campo l'Italia che tutti aspettavamo. 81': triangolo
Quagliarella-Iaquinta-Quagliarella, che tira violentemente in porta, Mucha
respinge su Di Natale che insacca. Due a uno e Italia che gioca come non mai in
questo mondiale. Il disperato e pimpante forcing azzurro porta al gol
Quagliarella, ma in fuorigioco. Si evidenziano tuttavia anche i nostri
inquietanti e cronici limiti difensivi, quando all' 89' Hamsik batte un fallo
laterale servendo Kopunek, che solo e indisturbato batte Marchetti con un
pallonetto.
Tre a uno e sei minuti di recupero, con l'Italia avanti tutta. Quagliarella
segna al 92', ma c'è troppo poco tempo per recuperare. Il nostro mondiale si
chiude inesorabilmente al 96' quando Pepe manda clamorosamente fuori la palla de
3 a 3.
Il pareggio sarebbe stato una grazia troppo grande per l'Italia e una beffa
eccessiva per la Slovacchia. È giusto vada avanti chi ha sudato e combattuto
con corpo e anima.
L'Italia è fuori dal mondiale col suo peggior risultato storico: 2 pareggi, 1
sconfitta e 0 vittorie. Ora i "se" e i "ma" non contano,
bisogna ricostruire e risalire, anche perché più in basso di così non si può
andare.
( a cura di Pier Luigi Usai)