copertina libroLa neurochirurgia è una disciplina difficile, dove piccoli errori possono infliggere gravi danni e talvolta esitare in tragedia.

Alieno dal trionfalismo che sembra dominare i discorsi prodotti dalla medicina tecnologica contemporanea, Henry Marsh ci fa vedere il rovescio della medaglia: le ansie, il duro lavoro, le incertezze e talvolta l'avvilimento che accompagnano la vita di chi opera in un campo tanto difficile.

Così se c'è sì l’euforia per gli interventi riusciti, per aver ridonato la vita a persone ormai sconfortate, ci sono altresì la difficoltà di comunicare a pazienti e familiari una prognosi infausta, i dilemmi etici che pone il dover prendere quotidianamente decisioni complesse, il confronto giornaliero con il dolore immedicabile e la morte, ma soprattutto la drammatica e realistica consapevolezza che l’errore è sempre dietro l’angolo e che poi risulta difficile convivere con i sensi di colpa e la tristezza causate dai propri fallimenti.
A ciò si aggiungono gli intralci che incontra abitualmente chi lavora in prima linea in ambito sanitario: software mastodontici quanto facili a bloccarsi, apparecchiature medicali sofisticate che si inceppano proprio durante gli interventi, decisioni cervellotiche degli amministratori, corsi di aggiornamento obbligatori e demenziali.

Il libro è composto da venticinque capitoli, quasi ognuno dei quali porta il nome di una specifica patologia suscettibile di cure neurochirurgiche.
Il dottor Marsh, che prima di dedicarsi alla chirurgia ha studiato filosofia ed economia, ha fatto l'aiuto infermiere in un reparto psicogeriatrico e che coltiva tuttora una originale passione per le api e per le biciclette, scrive con grande abilità narrativa. Consulente medico-scientifico di star della scrittura del calibro di Ian McEwan, protagonista in proprio di un documentario di argomento medico-umanitario, premiato dalla critica e relativo alla sua esperienza di chirurgo in Ucraina, l'autore riesce a dare un’efficace forma espressiva alle sue storie cliniche e rendere vivi e appassionanti i particolari anatomici, fisiopatologici e di tecnica chirurgica con cui arricchisce le trame delle storie che racconta. Non esclude dal racconto nemmeno la sua vita privata. Anche un grande chirurgo infatti, risulta un essere umano vulnerabile, come tutti noi: divorzia, si ammala, si ammalano i propri congiunti, perde i genitori, vive con entusiasmo i successi e si affligge per le sconfitte, nella sfera privata come in quella professionale. Ed è proprio questa profonda umanità che traspare da ogni pagina del libro, il motivo principale che, insieme alla grande competenza professionale, ammalia il lettore e lo ancora alla lettura

Un libro scorrevole, che pur non rinunciando alla precisione magicamente ipnotica del lessico medico, rende la lettura un’esperienza piacevole e corroborante, che si vorrebbe non terminasse mai.

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