Nei paesi dove la cultura sanitaria è più
sviluppata, come USA e Scandinavia, i principi della
rianimazione cardiopolmonare (RCP) sono diffusi a
larghi strati della popolazione, con risultati
confortanti.
Si è dimostrato che il comune cittadino può
salvare delle vite umane con la ventilazione
bocca-bocca e la RCP e che l'insegnamento ai profani
è possibile ed efficace. Pertanto si salveranno più
vite se tutti hanno qualche nozione di RCP di quante
ne possa recuperare un esiguo numero di soccorritori
professionisti.
A maggior ragione è necessario l'insegnamento
delle manovre rianimatorie ad operatori
professionali, che sovente si trovano a dover
fronteggiare situazioni critiche.
Concetti generali
Una prima fondamentale distinzione, peraltro
sfumata, è quella tra urgenza ed emergenza:
- l'emergenza è un episodio clinico che per
infermità o infortunio manifesta un immediato e
assai probabile pericolo di vita per il soggetto, o
il grave rischio di una minorazione funzionale ed
estetica presumibilmente permanente; l'intervento e
il soccorso, oltre a essere tempestivi, in questo
caso richiedono la mobilitazione di veicoli sanitari,
spesso attrezzati e il ricovero in reparti
ospedalieri che di frequente rivestono
caratteristiche di particolare specializzazione;
- l'urgenza ha caratteristiche di situazione meno
grave, meno seria, meno pericolosa rispetto
all'emergenza; sempre bisognosa di pronto intervento,
dunque, ma più dilazionabile nel tempo.
C'è la possibilità di un rapido passaggio da una
situazione all'altra in senso biunivoco.
Nelle moderne organizzazioni di soccorso (Centrale
operativa, Pronto Soccorso, ecc.) si applicano i
principi del Triage, parola francese che significa
"cernita" o "smistamento". Si
tratta di un metodo codificato per stabilire le
priorità di intervento. Ad ogni persona necessitante
di soccorso si attribuisce un colore (es.: rosso,
giallo, verde, bianco) a seconda della gravità della
situazione. Si riesce in questo modo a razionalizzare
l'utilizzo delle risorse e a raggiungere il massimo
risultato in termini di efficienza e di efficacia.
La rianimazione
Gli organi vitali: cervello, rene polmone, cuore,
abbisognano, per svolgere le loro funzioni, di ossigeno. Una ridotta disponibilità di ossigeno
determina danno e morte cellulare. Un danno cerebrale
irreversibile può verificarsi se il trasporto di
ossigeno si riduce a valori molto bassi (come nello
shock gravissimo o nell'ipossiemia) o è del tutto
assente (arresto del circolo, cioè arresto cardiaco
= morte clinica) per periodi che superano pochi minuti. Il limite preciso di tempo resta ancora da
definire, ma è certo che la morte clinica in molti
casi è reversibile, se le moderne tecniche di
rianimazione vengono messe in opera immediatamente; e
che quindi è possibile evitare non solo la morte
dell'intero organismo (la morte biologica), la morte
cerebrale o la sopravvivenza in stato vegetativo
persistente, ma anche ridurre la gravità del danno
cerebrale e delle invalidità globali nei
sopravvissuti.
Molte sono le situazioni che comportano un ridotto apporto di
ossigeno agli organi vitali e al cervello in particolare:
l'ostruzione acuta delle vie aeree, l'ipoventilazione, l'apnea, la
fibrillazione ventricolare, le emorragie massive, gli incidenti non
traumatici (annegamento, avvelenamento, ecc.).
Nel 1961 Safar divise, a fini didattici, la rianimazione
cardiopolmonare e cerebrale (RCPC) in tre fasi:
- sostegno delle funzioni vitali
- ripristino delle funzioni vitali
- mantenimento delle funzioni vitali
e in nove passi , indicati dalle prime nove lettere
dell'alfabeto, da A a I. Cioè:
sostegno delle funzioni vitali:
- Apertura della bocca (Airway)
- Bocca-bocca (Breathe)
- Circolazione artificiale (Circulate)
ripristino delle funzioni vitali:
D. Dare farmaci e fluidi (Drugs and fluids)
E. Elettrocardiografia (ECG)
F. Fibrillazione ventricolare: trattamento (Fibrillation
treatment)
mantenimento delle funzioni vitali:
G. Giudizio prognostico (Gauging)
H. Homo sapiens (Human mentation)
I. Intensità delle cure (Intensive care)
Tutto il personale socio-sanitario, dai primi soccorritori fino
ai medici specializzati, deve essere preparato a eseguire il primo
soccorso e i passi A, B e C della RCP.
Il sostegno delle funzioni vitali (A-B-C) viene anche definito
RCP di base. Brevemente le manovre da compiere sono:
se il paziente è incosciente:
Airway (vie aeree):
- fletti la testa all'indietro, solleva il collo o sostieni il
mento.
Se non respira:
Breathe (respiro):
- insuffla i polmoni rapidamente 3-5 volte, bocca a bocca,. bocca a
naso, usando un apposito dispositivo oppure pallone tipo Ambu
e maschera
- mantieni la testa flessa all'indietro
- senti la situazione carotidea.
Se la pulsazione è presente, continua con 12 insufflazioni del
polmone al minuto.
Se la pulsazione è assente, non c'è nè respirazione, nè
gasping, C'È MORTE APPARENTE:
Circulate (circolazione):
- 1 operatore: alterna 2 rapide insufflazioni del polmone con 15
compressioni dello sterno. Comprimere 80 volte al minuto. Rapporto
compressione-rilasciamento 50/50.
- 2 operatori: interpongono un'insufflazione ogni 5 compressioni
sternali. Abbassano lo sterno di 4 o 5 cm.
Continuare la rianimazione fino a che non torna la pulsazione
spontanea.
Bibliografia:
Safar, P.;Bircher, N.G. Rianimazione cardiopolmonare e cerebrale,
Cortina, 1990
Novelli, G.; Tulli, G. Manuale di emergenza sanitaria, Nis, 1984
Menon, C. Rupolo, G. Pronto soccorso, Ambrosiana, 1995
AAVV. Soccorso in azione, McGraw-Hill, 1995
*Queste note hanno un semplice valore informativo, non
operativo.
Non ci si improvvisa soccorritori se non si padroneggiano bene le
tecniche, che si acquisiscono attraverso idonei corsi
teorico-pratici.
Inoltre le procedure operative sono sottoposte a continua revisione
da parte degli organismi accreditati, per cui bisogna fare
riferimento, nella pratica, alle procedure approvate più
aggiornate.